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L’IMPRENDITORIA CON UNA MARCIA IN PIU’

11/06/2018

E’ una storia di vita reale quella che ha coinvolto Haris, giovane brugherese di 22 anni impiegato all’interno di una nota catena di Fast Food e Antonio Scanferlato, imprenditore della ristorazione. Una storia che si è tramutata in un mezzo con il quale trasmettere un forte messaggio di inclusione.

 

Haris è un ragazzo con disabilità che da 2 anni svolge un tirocinio finalizzato all'inclusione sociale all’interno di uno dei fast food gestiti da Antonio Scanferlato; la sua giornata lavorativa non è speciale, è esattamente uguale a quelle di tanti altri ragazzi, ragazze, giovani e meno giovani che affrontano con entusiasmo, e a volte naturalmente anche con fiacca, i loro turni all’interno di esercizi commerciali che richiedono velocità, capacità di resistere allo stress e un continuo rapporto con una clientela sempre più esigente. Quello che però rende speciale la quotidianità di Haris e Antonio, e che li ha portati ad essere protagonisti di un video-testimonianza, è il messaggio sotteso alla loro collaborazione lavorativa: la disabilità non è necessariamente un limite o una mancanza, anche un ragazzo con disabilità può studiare e lavorare, far parte di un sistema economico e lavorativo improntato al business.

 

Il valore aggiunto per la mia impresa è che questa esperienza di tirocinio finalizzato all’inclusione sociale costituisce un “motore equilibratore” delle situazioni che si creano all’interno dei gruppi di lavoro. Haris e le altre persone con disabilità con le quali ho lavorato mettono un entusiasmo nel lavoro che faccio fatica a trovare  e che diventa un esempio per il team che si relaziona a tanti clienti tutti i giorni. Il plus di Haris è sicuramente l’accoglienza, il sorriso” – ha dichiarato Antonio Scanferlato.

 

La testimonianza di Haris e Antonio ha animato l'incontro di approfondimento "Imprese che apportano valore: esperienze e testimonianze", una serata organizzata a Brugherio dove hanno preso parola Haris, Antonio e altre due ragazze con disabilità, impegnate l’una in una nota catena d’abbigliamento, l’altra dipendente in un’azienda tessile, accompagnate dai rispettivi titolari di impresa.

 

La serata si è aperta con un’introduzione da parte di Giovanni Vergani e Flavio Mattoli, rispettivamente Coordinatore del progetto TikiTaka – Equiliberi di Essere e Coordinatore del LAB Attività Produttive e Cittadinanza Attiva partito ormai un anno fa sui territori dell’Ambito di Monza e contesto dal quale è partito questo percorso di condivisione.

 

La parola è stata poi lasciata a Simone FantiGiornalista di RCS Mediagroup, chiamato in veste di moderatore. Fanti ha coinvolto abilmente imprenditori e dipendenti, facendo emergere il loro più sincero punto di vista e arrivando a dare una risposta univoca a tante domande relative alla scelta di coinvolgere all’interno del team un ragazzo/a con disabilità o, dall’altra parte, alle motivazioni che hanno spinto Haris, Sara e Federica ad intraprendere un percorso lavorativo sotto certi versi anche faticoso e molto impegnativo… domande che hanno solo una risposta: “Perché no?!”.

 

 

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